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Questa domenica 19 settembre Gaston ha presentato in comunità il progetto di costruire e gestire un orfanotrofio in Costa d’Avorio. Potete vedere le immagini del progetto in  fondo all’articolo. Come chiesa abbiamo già parlato più volte del progetto di Gaston di rientrare nel suo paese e adesso ci siamo. Per poter avviare e sostenere le spese dell’orfanotrofio sarà prima messo in piedi un allevamento. Ecco cosa ci scrive Gaston:

Il mese prossimo mi sto organizzando per andare in Costa d’avorio per iniziare il progetto di allevamento di
10 Capre, 6 femmine 4 maschi. Galline che fanno uova 150 teste. 25 conigli 19 femmine 6 maschi.
La produzione è veloce per cui ogni due mesi potremo vendere i piccoli o quelli che sono stati ingrassati.
Poi ci vorrà la costruzione del posto dove sarà il recinto. E persone che se ne occupano e vigilano.

Dovrò risolvere molti aspetti pratici e trovare tutti i contatti che compreranno sia all’ingrosso che al dettaglio.

Rimarrò nel io paese per un mese.

Chiedo preghiera affinché Dio guidi tutto. Grazie per le preghiere e grazie ai tutto gli amici sostenitori.

L’aiuto che avete dato e che darete andrà a buon fine. Grazie A Dio.

Gaston

Care sorelle, cari fratelli,
stiamo vivendo, da tempo, un periodo storico complicato. La pandemia ha portato con sé tante problematiche, non solo sanitarie, ma anche economiche e sociali. Assistiamo ad un inasprirsi del dibattitto intorno al vaccino e alle misure adottate dal governo.

Come Consiglio abbiamo pensato che fosse giusto riflettere insieme su questi temi e su quale possa essere, non solo la nostra
posizione personale, ma anche il nostro compito come comunità, la nostra testimonianza.
Confidiamo che sia possibile aprire un dialogo con tutta la comunità in modo pacato e rispettoso, senza che nessuno si senta giudicato, attaccato, rifiutato. Nello stesso tempo però sentiamo anche la responsabilità di esprimerci in merito ad alcuni aspetti. Le nostre scelte di vita sono parte del nostro modo di vivere la fede, di sentirci fratelli e sorelle in Cristo.

Così desideriamo farvi partecipi di una riflessione che abbiamo condiviso come Consiglio, inviandovi una lettera, scritta da alcuni credenti della Chiesa di Cristo, un breve testo di cui apprezziamo l’equilibrio e la chiarezza. Vi chiediamo di leggerla con attenzione, in modo da poterla commentare insieme con serenità nella prossima assemblea di chiesa domenica 19 settembre ore 17,00, online. Chi lo desidera può scriverci, telefonarci e contattarci, siamo qui per ascoltare le vostre idee in merito.

In Cristo,
il Consiglio di Chiesa

Lettera sui vaccini (PDF)

Bambini

Domenica 19 settembre inizia la scuola domenicale con le stesse modalità dell’anno scorso.

L’orario sarà dalle 10.00/10.15-11.45. L’ingresso dal giardino.

Le regole di comportamento sono quelle dello scorso anno è seguono le indicazioni per gli alunni a scuola: mascherina, temperatura sotto i 37,5 gradi.

Gli orari cambieranno quando, e se, durante l’anno cambieranno gli orari del culto.

Come anziani e consiglio di chiesa ci è stato chiesto di far conoscere alla comunità questa iniziativa.

Crediamo che la formazione e la conoscenza biblica sia un fondamento importante nella vita dei credenti, specialmente in una società in cui diventa sempre più difficile vivere la propria fede e difenderne le scelte. La Bibbia è la nostra guida e il nostro fondamento, ma per esserlo non deve solo essere letta e amata, ma anche capita, usata nella vita e condivisa con altri.

Il nostro insegnamento in comunità, le predicazioni, gli studi e le cellule hanno questo obiettivo, ma incoraggiamo anche la formazione esterna. L’IBEI è conosciuta per essere una buona Scuola Biblica con orientamento pratico verso missione e ministero. Quindi uno studio orientato all’applicazione nella testimonianza e nella vita di tutti i giorni.

 

Conosci le Scuole Succursali IBEI? Guarda questo breve video per saperne di più: https://vimeo.com/566831470

Dio volendo, a breve partirà una Scuola succursale a Firenze.

Per fare la pre-iscrizione, senza impegno, clicca su questo link: https://forms.gle/KRHpjQRZvy3RWK8Z8

Tante benedizioni!

Danny Pasquale, per l’IBEI

Dopo la lunga sfilata di personaggi femminili dell’Antico Testamento, ecco che sabato 22 maggio faremo un salto nel Nuovo Testamento e conosceremo la Samaritana.

Al pozzo, quel giorno questa donna, di cui soltanto il nome e poco altro non ci è svelato, aveva un appuntamento, un appuntamento spirituale, che cambierà la sua vita e quella della sua comunità: Gesù le si rivelerà come l’acqua della vita.

Insieme ad Evangelia, che ci condurrà nella riflessione, apprezzeremo gli insegnamenti di Gesù che, tra le altre cose, toccano il tema dell’elevazione del valore della donna e dell’abolizione della separazione fra giudeo e non giudeo.

Scopriamo questo personaggio biblico femminile particolarmente significativo per la comprensione del modo in cui Dio parla attraverso le donne e facciamolo insieme on line sabato 22 maggio 2021 a partire dalle ore 17.

Link per partecipare: https://meet.google.com/vnd-ssyj-wrp

Carissime sorelle e carissimi fratelli, domenica scorsa siamo stati invitati a “uscire dalle nostre tende” e fortemente incitati a “sostituire” IO “trasformandolo” in NOI; ad abbandonare le nostre piccole “beghe” quotidiane e aprire sempre di più i nostri sguardi; ad osservare, con inclusione, ciò e chi ci circonda, sollevando la vista dal nostro “ombelico”.

I nostri fratelli Michael e Friday condividono con grande tristezza quella che potremmo chiamare una “giornata di ordinaria follia” accaduta in un solo giorno nel loro paese, la Nigeria.

Ecco quello che ci hanno scritto …

“I banditi uccidono otto poliziotti e due vigilantes nello stato di Kebbi. Diciannove persone uccise nello stato di Igbariam Anambra.

I rapitori uccidono due studenti della Greenfield University nello stato di Kaduna. I malviventi attaccano l’università statale di Lagos e distruggono diversi veicoli. Uomini armati uccidono nove persone intorno all’Università Chukwuemeka Odumegwu Ojukwu.

Uomini armati attaccano i soldati ad Amasiri, nello stato di Ebonyi. Il comando di area di polizia a Okigwe South è stato attaccato oggi, bruciato, cinque poliziotti uccisi. Boko Haram issa la bandiera a Kaure, nello stato del Niger. Boko Haram uccide un ufficiale e alcuni soldati a Mainok.

Uomini armati rapiscono il proprietario dell’hotel, sua moglie, tre figli, cinque ospiti e uno staff. I terroristi prendono il controllo degli spazi e delle autostrade non governate di Bornu. Spari ovunque ad Ama Hausa e Douglas Road Owerr. Un’altra formazione di sicurezza attaccata nello stato di Rivers, i soldati rimangono uccisi.

La casa di Sunday Igboho a Oyo è stata attaccata. Uomini armati rapiscono diversi studenti dell’Università di Agraria Markudi. Motociclisti Hausa e giovani yoruba combattono a Iyana-iba Lagos, vari feriti. Il palazzo di Igwe Ifitedunu nello stato di Anambra bruciato da uomini armati sconosciuti.

Ieri, uomini armati hanno sparato alla gamba del commissario statale Imo per l’imprenditorialità e l’acquisizione di competenze Iyke Umeh, e altri. L’aeronautica avrebbe sparato per errore a diversi soldati delle truppe di terra, uccidendone molti.”

Tutto questi fatti non ci lascino senza reazione; le famiglie dei nostri fratelli nigeriani sono in Patria ed è comprensibile la loro ansia e preoccupazione; la nostra supplica salga al Padre affinché interceda su questo martoriato paese, sui suoi abitanti, faccia cessare ogni forma di violenza e crudeltà; guidi le autorità costituite a scegliere il bene per il paese; Lui ripristini la pace e la legalità.

E’ Pasqua, festa che ci “obbliga” a ricordare la resurrezione….del corpo.

E’ bene parlare di resurrezione perché, pur essendo l’annuncio fondamentale del cristianesimo, è ricordata pochissimo. È bene parlare di resurrezione del corpo perché nella chiesa sembra che stia prevalendo l’annuncio dell’anima che vive eternamente col Signore.

Lettura: I Corinzi 15,1-44

In questo capitolo, Paolo affronta la quarta ed ultima fra le questioni più importanti messe in discussione in quella chiesa: la resurrezione del corpo. Non è come per tanti altri argomenti che ha trattato, nel quale ha cercato di correggere i comportamenti etici di alcuni credenti di Corinto, ora c’è una questione dottrinale fondamentale per la quale si rischia di aver creduto invano (2b).

Qual è la questione?

I Corinzi non contestano tanto la possibilità di una vita dopo la morte – nella cultura pagana, in particolare in quella greca, era diffusa la credenza dell’immortalità dell’anima che dopo la morte della persona, finalmente libera dal peso del corpo corrotto, se ne torna libera nel regno dello Spirito – ma contestano la resurrezione del corpo (quella che avverrà al ritorno di Cristo). Per questo Paolo parte dalla morte e resurrezione di Cristo, senza la quale tutto l’annuncio cristiano risulterebbe inutile, per arrivare al cuore del problema: “Ma qualcuno dirà, come risuscitano i morti? E con quale corpo ritornano?” (v.35).

I credenti di Corinto, non contestano l’evangelo, non sono dei senza-fede, al contrario si ritengono cristiani spirituali, i più spirituali (come quelli che nella stessa chiesa si credono super-spirituali perché hanno il dono delle lingue), il vero problema è che essi si credono tanto spirituali da ritenere la resurrezione del corpo cosa così misera, umana, carnale e bassa da rifiutarla. Per loro, ciò che conta è lo spirito, esso è la parte nobile che assomiglia alla natura di Dio e ha per sua natura la vita eterna. Il corpo invece, con le sue passioni peccaminose è quasi una disgrazia, come una zavorra da abbandonare il prima possibile. Vuoi mettere la bellezza della vita dello spirito che nei cieli gode la libertà alla presenza di Dio, invece di tornare nuovamente col fardello del corpo in una creazione simile all’attuale? per carità!

La risposta di Paolo

Paolo, per rispondere all’incredulità della resurrezione del corpo, parte dal cuore della dottrina cristiana (vv1-11): la morte e resurrezione di Cristo. E’ mediante la potenza con cui Cristo è stato resuscitato che Dio resusciterà anche noi. La resurrezione di Cristo non è solamente uno degli articoli della fede, uno dei tanti, ma è quello fondamentale, l’articolo in virtù del quale la Chiesa sta in piedi o cade, esiste o sparisce. Se non c’è resurrezione dai morti “nemmeno Cristo sarebbe risorto” dalla tomba, e l’annuncio della resurrezione sarebbe falso; invece è proprio perché il Signore si è presentato ai discepoli corporalmente vivente, facendo vedere e toccare i segni della crocifissione che si è formato il primo nucleo di credenti (Giovanni 20,19). Pasqua è la proclamazione della vittoria di Dio sulla morte, la pienezza della vita, spirito e corpo.

Resurrezione: la trasformazione del corpo

Dio ama i nostri corpi materiali, essi vanno tenuti in grande onore perché sono il tempio dello Spirito Santo. Alla domanda: “come resuscitano i morti…con quale corpo ritornano?” Paolo risponde in maniera indispettita (v.36) Insensato! Sei insensato, la resurrezione del corpo non è una regressione, basterebbe avere un po’ di senno per capire che ciò che alla resurrezione rinascerà sarà qualcosa di diverso da quello che è stato piantato. Quando Dio resusciterà i corpi, questi non saranno uguali a come li abbiamo sepolti, perché resurrezione significa trasformazione, glorificazione del corpo. Sotterri un corpo corruttibile e risorge incorruttibile. E’ già una sorpresa osservare ciò che accade in natura, anche se è solo una similitudine: si pianta un piccolo seme, lo si copre con la terra, nulla sembra muoversi – come un morto – poi improvvisamente ecco spuntare vigorosamente i primi fili d’erba, forti da rompere l’asfalto, poi appaiono la pianta e il frutto. C’è da rimanerne stupiti. Questa è la meraviglia descritta nei vv 42-44 “Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; è seminato corpo naturale e risuscita spirituale”. Paolo aiuta i Corinzi a vedere la resurrezione dei morti come qualcosa di straordinario, bello, attraente, e non come loro pensano, una paurosa regressione allo stato di corruzione materiale precedente.

La resurrezione dei morti è costitutiva dell’evangelo (vv 1-11)

La formula iniziale del capitolo 15 (vv 1-3) in cui Paolo ricorda di aver ricevuto l’evangelo che lui stesso proclama, è molto importante perché ci permette di conoscere quale fosse la predicazione della chiesa pochissimi anni dopo la morte di Gesù. Paolo si richiama a questa confessione fondamentale, per precisare che la resurrezione dei morti non è una vaga intuizione che può essere anche sostituita o trascurata: al contrario, è il concetto che sta alla base della “buona notizia” a cui i credenti sono ancorati. La resurrezione di Gesù, le sue apparizioni a una lunga lista di testimoni, sono al centro dell’evangelo; senza questa verità la Chiesa non esisterebbe perché non ci sarebbe nessuna buona notizia.

Spirituale non significa “incorporeo”

Un versetto al quale dobbiamo porre attenzione è il 44: “E’ seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale”. Questo verso non deve essere capito come se alla resurrezione il corpo “naturale” che “seminiamo”, risuscita “spirituale”, intendendo “spirito disincarnato”. Con “spirituale” Paolo indica il rinnovamento e trasformazione della materia, da corpo “naturale” – la nostra attuale “carne” – a corpo “glorificato” come quello di Cristo risorto, concreto, materiale. Infatti Cristo per convincere i discepoli che non era un fantasma è stato costretto a chiedere del cibo e mangiarlo. C’è continuità tra Gesù morto e quello risorto, come testimoniano i segni dei chiodi. Il Gesù risorto non prende il posto del Gesù morto, che sarebbe rimasto nella tomba. Il fatto che Maria Maddalena e i due discepoli di Emmaus non lo riconoscano subito, non è perché sia un altro Gesù, ma ciò testimonia come la nostra umanità abbia difficoltà a discernere la realtà risorta e glorificata.

La resurrezione è dunque una “trasformazione” di corpi: “Tutti saremo trasformati” (v 51); “il mortale rivestirà immortalità”; “Cristo stesso trasformerà il corpo della nostra umiliazione rendendolo conforme al corpo della sua gloria” (Filippesi 3,21). Non aspettiamo, quindi, di essere spogliati del corpo per vivere puri spiriti, ma di essere “sopravvestiti del corpo” come il Signore lo ha davvero creato.

Come Cristo è stato resuscitato, così lo saranno coloro che gli appartengono (vv. 20-28)

Al v. 20 – al di là di tutte le ipotesi – Paolo taglia corto, annuncia la realtà: “Ma ora Cristo è stato resuscitato dai morti…..”, una dichiarazione di trionfo, ma la frase ha una aggiunta fondamentale: “…primizia di quelli che sono morti”. La resurrezione di Gesù non è solamente un evento straordinario, la resurrezione non riguarda solamente lui, ma è piuttosto l’inizio di una storia molto più importante che riguarda tutti noi. Questa è la parte fondamentale che i Corinzi non avevano capito, non avevano compreso il collegamento diretto che c’è fra la resurrezione di Cristo e il loro personale destino futuro. Con l’uso della parola “primizia” Paolo afferma che c’è un ordine nella resurrezione: prima Cristo, dopo quelli che gli appartengono.

Se non c’è resurrezione (vv 29-34)

Paolo ipotizza cosa potrebbe accadere in un mondo in cui non ci fosse resurrezione: “Se i morti non resuscitano, mangiamo e beviamo, perché domani morremo”, ma poi ammonisce: “Non vi ingannate: “la cattive compagnie corrompono i buoni costumi”, perché Paolo pensa che l’abbandono da parte dei Corinzi della fede nella resurrezione li abbia condotti a vivere disordinatamente (32b-34). Il rimprovero riguarda anche il fatto che invece di essere i credenti a influenzare la cultura e la società pagana, sono loro che si adeguano ai canoni filosofici e culturali del tempo. A costoro Paolo dice: “Ridiventate sobri per davvero, svegliatevi, non peccate” (v34a), conducete una vita che rifletta la trasformazione alla quale siete chiamati.

Gesù è il nuovo Adamo

Parlare di trasformazione significa che la resurrezione non è semplicemente il prolungamento della vita terrena, ma l’inizio di una vita diversa. Resuscitare non vuol dire ripristinare il vecchio (come con Lazzaro) ma essere glorificati come Cristo. La resurrezione non è sopravvivenza di “cose vecchie”, ma inizio di “cose nuove”. La resurrezione di Gesù può dunque essere considerata come l’atto inaugurale di una “nuova Genesi” alla quale siamo destinati e che Paolo spiega (v 45) con il parallelismo tra due tipologie di uomini: da Adamo a Cristo: “Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente (noi oggi) l’ultimo Adamo, Cristo, è spirito vivificante” (come saremo).

La resurrezione avverrà alla fine

Infine, queste parole “primo”, “ultimo”, insegnano che c’è un ordine nelle cose, correggendo un altro errore delliper spiritualità dei Corinzi, i quali credevano di aver superato le angustie della vita e essere già ora “spiritualmente” e “definitivamente” risorti con Cristo. Paolo raffredda gli entusiasmi affermando che il corpo glorificato viene alla fine; nell’attualità, sia i morti che noi viventi siamo tutti in attesa della resurrezione. Ecco – scrive Paolo vv 51,52: “vi dico – vi rivelo – un mistero; non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba, perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati”; non solo noi però, ma tutta la creazione aspetta il rinnovamento e non la distruzione. La chiesa ha un messaggio di speranza per la società, Dio ama il mondo ed è all’opera, non per distruggerlo o abbandonarlo ma per rinnovarlo.

Il pericolo dell’inquinamento della fede

Il pericolo di inquinamento della fede da parte delle ideologie culturali del tempo non è finito con la chiesa di Corinto, è presente anche oggi. Il capitolo 15 di 1 Corinzi dovrebbe farci riflettere sull’equilibrio che deve avere l’annuncio che facciamo ai funerali: è una grande consolazione il fatto che l’anima del defunto sia col Signore, ma questa non è la mèta finale, né il cuore dell’annuncio cristiano: l’evangelo annuncia l’attesa della venuta del Regno di Dio con la resurrezione dei corpi. Dobbiamo fare attenzione a cosa predichiamo per il dopo morte, ma soprattutto a cosa dimentichiamo lasciando intendere cose diverse dalla verità.

Disconoscere l’importanza della resurrezione dei corpi è un pericolo che corriamo; la riprova è che molto raramente ne parliamo. Ne parliamo poco non per dimenticanza ma perché l’antica filosofia greca di un ideale spirituale che si contrappone al materiale si fa ancora sentire; oppure perché in una società basata sulla scienza come la nostra, è possibile vergognarsi preferendo “demitizzare” la risurrezione, insegnando che è un’allegoria delle possibilità umane per il miglioramento materiale e civile della società. Ma questo significa far decadere la sfida che il cristianesimo lancia alla realtà presente, con l’annuncio della redenzione della creazione e la resurrezione dei corpi. Cosa vogliamo testimoniare: un ideale filosofico o la resurrezione dei corpi? Un miglioramento o la redenzione della creazione?

La resurrezione dei corpi è la vittoria di Dio sulla manifestazione più drammatica del male: la morte. Dobbiamo avere il coraggio di testimoniarla perché non si basa sul pio desiderio di vita comune a tutti gli esseri umani, ma si fonda sul fatto storico che Cristo è risorto; lui è la primizia: com’è accaduto, accadrà! “La morte è stata sommersa nella vittoria”. “O morte dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo?”.

Roberto Pecchioli

Scarica l’articolo Pasqua Resurrezione dei corpi e Regno di Dio (PDF)

Nell’era veterotestamentaria, una donna proclama le parole esatte di Dio. “Così dice il Signore” inizia Culda il suo oracolo. C’è autorità e serietà nel suo messaggio chiaro, schietto, ma anche rischioso!!! Culda osa chiamare il Re “uomo”; usa parole di giudizio, punizione, ma anche parole di conforto e di grazia.

Dopo un susseguirsi di racconti orientati a presentare eroi maschili, all’improvviso entra in scena una donna e il testo biblico ce ne parla con estrema naturalezza.

Scopriamo questo personaggio biblico femminile particolarmente significativo per la comprensione del modo in cui Dio parla attraverso le donne e facciamolo insieme on line sabato 17 aprile 2021 a partire dalle ore 17.

Link per partecipare: https://meet.google.com/vnd-ssyj-wrp

Videoforum del progetto con ricerca sociale su disabilità e diversità ore 10.30 giovedì 15 aprile.