Serata con il film/documentario “One by One – What’s your excuse?” di Compassion Italia.

One by one è un film sull’emozione dell’incontro tra sostenitori e bambini sostenuti, quel rapporto speciale “uno a uno” che contraddistingue l’opera di Compassion grazie al programma di adozione a distanza.

Programma:

18.00 Piccolo rinfresco all’arrivo
18.30 Musica e Proiezione Film
20.00 Apericena

Attenzione:

Sabato 16 Marzo ore 16.30 presso la nostra chiesa c’è l’incontro delle donne in cui con l’aiuto di un libro continueranno la loro riflessione. Si tratta di David Holden, Battaglia per la mente. Cambia il tuo modo di pensare e trasforma la tua vita, un libro pratico, di facile lettura, ma profondamente biblico, attraverso il quale scopriremo che la potenza di Dio può cambiare il nostro modo di pensare e trasformare le nostre vite.

 

convegno donne sovigliana 2019

Sabato 23 Marzo ore 16.30 presso la nostra chiesa c’è l’incontro delle donne in cui con l’aiuto di un libro continueranno la loro riflessione. Si tratta di David Holden, Battaglia per la mente. Cambia il tuo modo di pensare e trasforma la tua vita, un libro pratico, di facile lettura, ma profondamente biblico, attraverso il quale scopriremo che la potenza di Dio può cambiare il nostro modo di pensare e trasformare le nostre vite.

convegno donne sovigliana 2019

Sabato 6 Aprile ore 9.00 – 16.00 a Sovigliana c’è un convegno per le donne sul tema “Solitudine amica o nemica!” con Licia Pignatelli Saillen.

 

Questo sabato alle ore 16.30 avremo l’incontro delle donne che continueranno la lettura del libro di David Holden, Battaglia per la mente.

L’apostolo Paolo nella lettera ai Romani (capitolo 12 versetto 2) ci invita a non conformarci a questo mondo, ma ad essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente. Il modo in cui pensiamo influenza infatti i nostri atteggiamenti, le nostre speranze, le nostre paure. Esso determina anche le nostre reazioni nei confronti delle persone, le parole con cui ci relazioniamo ad esse, e tutte le azioni quotidiane. Da qui l’invito dell’apostolo ad essere trasformati, rimodellati, completamente cambiati, rinnovati nella mente affinché conosciamo per esperienza la buona, gradita e perfetta volontà di Dio.

Venite con le vostre amiche!

Per informazioni contattare Anna degli Esposti (annadegliesposti@hotmail.com) o Laura Biagioli (lalla.biagioli@libero.it)

Invito studi sui10 comandamenti

“non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano, poiché il Signore non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano” (Es.20:7; Deut. 5:11)

Partendo dalla seguente citazione

“dobbiamo fare due importanti osservazioni: la prima è che Dio ha un nome, la seconda è che questo nome può essere adoperato. Il comandamento vieta l’abuso del nome di Dio, non il suo uso” (P. Ricca, La fede cristiana evangelica. Un commento al Catechismo di Heidelberg, ed. Claudiana, p.297)

ci chiederemo quale è il nome di Dio e cosa significa che Dio ha un nome. Entreremo nello specifico di quella parolina che in ebraico è shav e che in italiano traduciamo con invano, per scoprire con Paolo Ricca che “forse non c’è nessun nome, nella storia umana, che sia stato tanto profanato, tanto vilipeso, tanto bestemmiato, tanto insultato quanto il nome di Dio. (…)” (P. Ricca, Le dieci parole di Dio, Morcelliana, pp. 77-78) e non solo dai non credenti.

Infine, rifletteremo insieme su cosa Gesù ha insegnato in merito e porremo qualche interrogativo a noi stessi…

… non perdete l’opportunità di fare questa riflessione: Venite a passare una giornata insieme!

Programma della giornata:

Culto ore 10.15, Agape al sacco ore 13.00, Studio ore 14.00

Invito studi sui10 comandamenti

Vi ricordiamo che questa domenica siete tutti invitati a rimanere in chiesa per il pranzo insieme e poi lo studio sui 10 comandamenti. Siamo arrivati ai versetti 4-6 del capitolo 20 di Esodo e sarà interessante vedere insieme il divieto delle immagini.

Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. (5) Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, (6) e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Cosa significava per il popolo di Israele? Cosa significa per noi oggi? Cosa ci dice di Dio?

Le domande che possiamo fare al testo sono tante e le vedremo insieme.

Copertina Battaglia per la mente - Holden

L’apostolo Paolo nella lettera ai Romani (capitolo 12 versetto 2) ci invita a non conformarci a questo mondo, ma ad essere trasformati mediante il rinnovamento della nostra mente.

Il modo in cui pensiamo influenza infatti i nostri atteggiamenti, le nostre speranze, le nostre paure. Esso determina anche le nostre reazioni nei confronti delle persone, le parole con cui ci relazioniamo ad esse, e tutte le azioni quotidiane.

Da qui l’invito dell’apostolo ad essere trasformati, rimodellati, completamente cambiati, rinnovati nella mente affinché conosciamo per esperienza la buona, gradita e perfetta volontà di Dio.

Questo sarà l’oggetto delle riflessioni che insieme faremo durante gli incontri delle donne con l’aiuto di un libro. Si tratta di David Holden, Battaglia per la mente. Cambia il tuo modo di pensare e trasforma la tua vita, un libro pratico, di facile lettura, ma profondamente biblico, attraverso il quale scopriremo che la potenza di Dio può cambiare il nostro modo di pensare e trasformare le nostre vite.

Ti aspettiamo sabato 17 novembre a partire dalle ore 16 presso i locali della Chiesa Evangelica dei Fratelli di Via della Vigna Vecchia per il nostro incontro mensile. Per conoscere luogo e data dei prossimi incontri è consigliabile consultare il sito della chiesa ( e/o contattare Anna degli Esposti (annadegliesposti@hotmail.com) o Laura Biagioli (lalla.biagioli@libero.it)

Banner Protestanti in Trincea

Una mostra per ricordare la fine della guerra… ma la pace vera non è ancora iniziata

“Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5:9)

A un secolo dalla fine della prima guerra mondiale la nostra comunità propone un tempo di riflessione e di studio sul modo con cui l’evangelismo, nel nostro paese e negli altri coinvolti, rispose al conflitto, in una prospettiva che vorrebbe andare al di là della semplice rievocazione storica. Si vorrebbe infatti esaminare la questione più generale del cristiano che si trova ad affrontare lo scontro in rapporto alle risposte (e agli imperativi) del Vangelo di Gesù Cristo e il problema della sottomissione alle autorità, principio espresso dal testo biblico.

Il mondo evangelico italiano, pur piccolo, non fu indifferente né silente di fronte alla tragedia che stava per abbattersi sull’Europa e in quell’epoca, in cui ancora non si era risolta l’annosa “questione romana” e in cui pertanto i rapporti fra Stato unitario liberale e Chiesa Cattolica erano ancora conflittuali, i protestanti italiani ebbero modo di far sentire la loro voce, che non fu completamente inascoltata, sebbene non sempre, in modo univoco e convinto, fu promotrice di pace.

Pochi probabilmente sanno, che il maggiore fautore e artefice della partecipazione italiana al conflitto, il ministro degli esteri (già presidente del Consiglio in precedenti legislature) Sidney Sonnino, era di confessione protestante (anglicana, per la precisione), mentre, in modo quasi speculare, la voce più convintamente contraria (forse la sola contraria) al conflitto contro la Serbia, nel Consiglio dei Ministri dell’Impero Austro – Ungarico (dove la casa imperiale asburgica era vista come baluardo del cattolicesimo) fu quella del primo ministro del regno d’Ungheria, il calvinista István Tisza.

Sarebbe tuttavia ingeneroso concludere, come talora è stato fatto, che la risposta del mondo protestante italiano ed europeo di quegli anni, a eccezione di pochi gruppi radicali come i Mennoniti e i Quaccheri, fu unanimemente favorevole alla guerra: è vero, probabilmente voce maggioritaria ovunque, ma non l’unica. L’acceso dibattito fra interventisti e pacifisti, che animò tutta la società civile italiana, europea e, da un certo punto in poi, mondiale di quel tempo, si manifestò anche nelle riflessioni che impegnarono le chiese, arricchendole di tematiche abbastanza inedite, come quella di un Dio che sa essere il Dio di tutti anche quando “tutti” sono in guerra fra loro e ciascuno rivendica di fare la guerra nel nome di quello stesso Dio.

Forse fu un nostro fratello di quegli anni, anonimo autore di un articolo pubblicato sulla rivista “Il Cristiano”, a trovare la definizione più calzante di quella guerra (anche se verrebbe da dire della guerra in generale): il “carnevale di Satana”. Non era certo una definizione che riflettesse in qualche modo posizioni di appoggio al conflitto e all’interventismo!

La mostra sarà aperta dalle 17:30 del 26 Ottobre fino alla sera del 3 Novembre (orari: 10:00 – 12:30; 15:00 – 18:00). Sarà inaugurata il 26 Ottobre alle 17:30 con una tavola rotonda, durante la quale tre studiosi parleranno su interventismo e neutralismo nel mondo evangelico, voci e testimonianze di evangelici dal fronte, impegno dei Quaccheri, anche sul suolo europeo, per la pace e l’assistenza alle vittime della guerra; si concluderà Sabato 3 Novembre, sempre alle 17:30 con una conferenza a due voci (preceduta da alcuni cori dell’epoca) sul modo in cui il conflitto fu vissuto dalle donne e sul ruolo del volontariato per alleviare le sofferenze prodotte dalla guerra; a conclusione un concerto con arie e romanze d’epoca.

Sia per l’inaugurazione sia per la conclusione dell’evento è previsto un buffet offerto agli ospiti dalla comunità.

Cartina Esodo

Dal 23 settembre 2018 fino a giugno 2019, una sera ogni due settimane, ci incontreremo in piccoli gruppi nelle case per leggere e commentare il libro di Esodo.

L’Esodo è simile a una pietra preziosa, unica nella sua perfezione, ma molteplice nelle sue sfaccettature (Rashi).

La sua anima è il viaggio, il cammino. Esso svela una caratteristica della fede: il dinamismo, il movimento verso qualcosa, verso una mèta che non si conosce.

Al cuore del libro vi è l’alleanza stretta da Dio con Israele e, al cuore dell’alleanza, vi è il Decalogo, le “dieci parole” d’amore rivolte da Dio al suo popolo. Esodo è una rappresentazione tangibile dell’amore di Dio nel liberare e guidare il cammino degli uomini verso la terra promessa, chiamandoli a responsabilità verso tutti gli uomini. Così Gesù, Dio dell’Esodo, diventato uomo, chiama a libertà l’uomo nel e per il Regno di Dio.

Non perdetevi i nostri appuntamenti nelle case!

I gruppi in casa si incontrano:

  • a Novoli (responsabili Graziano Venturi e Elia Pasqua),
  • nel centro (responsabili Laura Biagioli e Gianluca Pomarico),
  • a Firenze Sud / Campo di Marte (Alessandra Pecchioli e Roberto Pecchioli)
  • a Novoli/Mugello (Laura Venturi e Johan Soderkvist)

Per venire al gruppo più vicino a te parla con Gianluca Pomarico (coordinatore) o con il responsabile del gruppo della tua zona.

Domenica scorsa abbiamo riascoltato la prima predica del ciclo che stiamo facendo su 1 Corinzi.

Leggendo i primi 9 versetti abbiamo visto in che modo Paolo descrive questa giovane chiesa di Corinto. Una chiesa meravigliosa per via di tutto quello che hanno in Cristo: sono santi (v2), hanno la grazia di Dio (v4), sono arricchiti in ogni cosa: parola e conoscenza (v5), non mancano di niente (v7), sono saldi (v8). Tutto questo nella cornice di un Dio fedele (v9) che ha chiamato ognuno di loro.

Continuando con i versetti fino al 16 abbiamo però visto che  è una chiesa con problemi. Ci sono delle forti contese tra gruppi/fazioni e non sono per motivi dottrinali ma di più ordinaria amministrazione.
Paolo risponde con la parola “unità”: nessuno può prendere il posto di Cristo Gesù e lui non può essere diviso (v13)! Quindi Paolo esorta i Corinzi a non alimentare divisioni.

Ci siamo lasciati con la sfida di cercare di vedere noi stessi come Dio ci vede, vedere l’altro come Dio lo vede e vedere la nostra chiesa con gli occhi di Dio. Chiediamo anche a Dio di proteggerci dalla nostra incapacità di vivere pienamente ciò che siamo in Cristo.

La domenica che viene avremo tutte le notizie sulla ripartenza della scuola domenicale e nel momento della predicazione avremo il piacere di ascoltare Gaston.