Proponiamo una notizia dal sito di Porte Aperte per la preghiera.

Il conflitto in corso nella Siria settentrionale sta colpendo anche migliaia di cristiani, che hanno bisogno del vostro aiuto! Preghiamo per il popolo siriano e per i cristiani in quest’area!

Porte Aperte/Open Doors è sul terreno e sta lavorando in tutta la Siria, compresa la tesa zona di confine nella regione settentrionale. Ci sono varie comunità cristiane nell’area attualmente bersaglio di azioni militari e le notizie dal terreno sono allarmanti. Le Nazioni Unite stimano che oltre 100.000 persone hanno già dovuto lasciare le loro case nella Siria settentrionale.

Dalla città di Qamishli, dove oltre i bombardamenti dell’attacco turco pare vi siano rivendicazioni di attacchi di estremisti affiliati all’ISIS, il pastore George, della Chiesa Evangelica dell’Alleanza nostra partner, ci comunicava poche ore fa che nel giro di poco sarebbero stati costretti alla fuga insieme a membri della sua chiesa, a causa dei forti bombardamenti. Contano di arrivare ad Al-Hasaka, dove noi abbiamo già allertato nostri partner per riceverli alla meglio. C’è un motivato timore che i miliziani estremisti mobilitati con questo attacco turco, usino particolare ferocia contro i cristiani, come purtroppo è già successo.

Dai nostri nel campo ci avvisano: “Confermiamo che è in atto uno spostamento continuo di colonne di mezzi e persone nella regione nord-est”. Ciò significa che potrebbe aumentare vistosamente il numero di coloro che sono costretti a lasciare le proprie case, in un luogo già devastato dall’ISIS e dalla lunga guerra civile. La situazione è spaventosa, e i credenti in Siria hanno bisogno delle vostre urgenti preghiere e del vostro sostegno.

Attraverso i nostri partner locali stiamo facendo tutto il possibile in queste condizioni, attraverso la distribuzione di cibo, l’assistenza medica, gli aiuti per l’inverno, ma non vogliamo bloccare i progetti di aiuto, formazione e per generare indipendenza economica nelle altre aree.

Grazie per stare al nostro fianco in questo difficilissimo momento per la Chiesa in Siria!

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